Spostare tutto sul cloud non ti rende automaticamente più sicuro. Scopri gli errori più comuni delle PMI e come mettere in sicurezza dati e applicazioni cloud.
Molte piccole e medie imprese credono che adottare soluzioni cloud equivalga a essere automaticamente protette. È un'illusione pericolosa. Se da un lato piattaforme come Microsoft 365, Google Workspace, CRM o ERP in cloud offrono scalabilità e continuità operativa, dall'altro non sollevano l'organizzazione dalle proprie responsabilità in termini di sicurezza.
Senza una configurazione corretta, anche il miglior servizio cloud può diventare una vulnerabilità. In questo articolo analizziamo gli errori più comuni commessi dalle PMI nel gestire la sicurezza cloud e le strategie pratiche per proteggere i dati nel cloud, migliorare la resilienza e garantire la compliance normativa.
Il primo errore è non comprendere il modello di responsabilità condivisa. I provider cloud (come Microsoft, Google, AWS) garantiscono la disponibilità del servizio, ma la protezione dei dati, la gestione degli accessi e la configurazione delle policy di sicurezza sono responsabilità del cliente.
Esempio: Microsoft 365 garantisce l'uptime della posta elettronica, ma non esegue backup dei tuoi messaggi né blocca cancellazioni accidentali o attacchi ransomware.
1. Account condivisi e MFA assente
L'assenza di autenticazione a più fattori (MFA) e l'uso di account condivisi sono tra i vettori di attacco più sfruttati. È essenziale implementare un sistema di identità forte con MFA obbligatoria e gestione individuale degli accessi.
2. Permessi eccessivi
Permettere l'accesso indiscriminato a dati e risorse aumenta l'esposizione. Applica il principio del least privilege: ogni utente deve avere solo i permessi necessari al proprio ruolo.
3. Backup assenti o non testati
Molte PMI si affidano ai backup "automatici" dei provider, che spesso non esistono o non sono sufficienti. Implementa backup indipendenti, soprattutto per servizi come Microsoft 365, e testane periodicamente il ripristino.
4. Nessun logging o monitoraggio
Senza log di accesso e alert di attività anomale, non puoi rilevare violazioni o configurazioni errate. Attiva e monitora costantemente i log critici del tuo ambiente cloud.
Identità e accessi
Segmentazione e permessi
Logging e alerting
Crittografia e retention
Backup indipendenti
Il cloud non è un'isola. Va incluso nel piano di sicurezza complessivo:
Sempre più clienti, partner e auditor richiedono evidenze di sicurezza dei tuoi sistemi cloud:
Grazie all'esperienza ventennale in Ethical Hacking e sicurezza proattiva, ISGroup offre:
Configurazione sicura e assessment iniziale
Monitoraggio continuo
vCISO e supporto strategico
1. Il mio provider cloud non fa già il backup dei dati?
No. Salvo rare eccezioni, i provider non effettuano backup completi o indipendenti. Sei responsabile della conservazione e del recupero dei tuoi dati.
2. MFA è davvero necessario anche per utenti non tecnici?
Assolutamente sì. Gli attacchi phishing e credential stuffing colpiscono indiscriminatamente. MFA è la barriera più efficace a basso costo.
3. Posso usare un antivirus nel cloud?
Non basta. Servono soluzioni integrate (es. XDR, log analysis, controllo accessi) per proteggere correttamente le applicazioni cloud.
La sicurezza nel cloud non è automatica: richiede configurazione, monitoraggio e gestione attiva. Non lasciare che un falso senso di sicurezza metta a rischio i tuoi dati e la continuità del business.
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