NIS2 coinvolge anche PMI e fornitori. Scopri chi è nel perimetro, cosa richiede la direttiva e quali passi concreti fare per essere pronti.
Nel 2025, il panorama della cybersecurity in Europa cambia profondamente. La Direttiva NIS2 — già recepita in Italia con il decreto legislativo n. 138/2024 — non è più una normativa da trascurare: impone obblighi stringenti non solo a grandi infrastrutture o PA, ma anche a molte PMI e fornitori nella supply‑chain.
Se la tua azienda rientra tra quelle coinvolte, ignorare NIS2 può significare rischiare sanzioni, interruzioni operative e danni reputazionali. Ma affrontare la compliance non deve essere un percorso traumatico: con la giusta strategia, può diventare un'occasione per rafforzare la resilienza del business.
In questo articolo: una guida chiara, pratica e concreta — senza legalese — per capire chi è coinvolto, cosa cambia, e come prepararsi con un approccio sostenibile.
NIS2 sostituisce la precedente direttiva NIS e definisce un quadro unificato UE per la sicurezza di reti e sistemi informativi.
L'obiettivo: elevare il livello di cybersecurity in tutta Europa, garantendo che servizi critici rimangano operativi anche in caso di attacco.
La novità principale rispetto al passato: la normativa non riguarda solo "operatore infrastrutture critiche / servizi digitali", ma si allarga a un numero molto più ampio di soggetti: i cosiddetti "soggetti essenziali" (essential) e "soggetti importanti" (important).
Soggetti essenziali: Infrastrutture critiche / servizi di importanza strategica per l'economia e la società (energia, trasporti, sanità, digitale, ecc.)
Soggetti importanti: Imprese medio‑grandi (es. ≥ 50 dipendenti o fatturato ≥ 10 mln €) in settori coinvolti — ma anche fornitori e sub‑fornitori che offrono servizi a soggetti critici.
Questo significa che anche molte PMI — e non solo grandi gruppi — possono rientrare nel perimetro di NIS2.
NIS2 non riguarda solo l'azienda finale, ma può coinvolgere fornitori e subappaltatori, se offrono servizi o prodotti destinati a soggetti essenziali/importanti.
Questo significa che molte PMI, anche se non appartenenti a settori "tradizionalmente critici", devono verificare la propria posizione se lavorano nella supply chain di clienti soggetti a NIS2.
Di conseguenza, la compliance diventa anche un requisito di business: un modo per restare competitivi, garantire continuità e fiducia nei rapporti con partner/cliente.
Ecco 5 domande da farti, o porre al tuo fornitore/IT:
Se hai risposto "sì" a almeno due di queste, è molto probabile che tu debba iniziare subito un percorso di adeguamento.
Le principali aree di attenzione che la direttiva impone:
Governance & responsabilità aziendale — la cyber‑security deve essere tema di board e vertici: non più responsabilità esclusiva del reparto IT. I dirigenti rispondono direttamente della sicurezza.
Gestione del rischio e misure tecniche/organizzative — analisi del rischio, mappatura asset, hardening, controlli, monitoraggio continuo.
Gestione degli incidenti & notifica obbligatoria — in caso di breach bisogna notificare tempestivamente secondo i tempi definiti.
Continuità operativa e resilienza della supply‑chain — piani di disaster recovery, backup, valutazione della sicurezza anche dei fornitori.
Pensare che basti un documento formale per dire "siamo compliant" — la compliance deve tradursi in operatività reale.
Considerare la cybersecurity come "fare IT" — con NIS2 la cybersecurity diventa governance aziendale.
Sottovalutare l'importanza di formazione, processi interni, cultura della sicurezza.
Molte PMI — secondo analisi recenti — restano a un basso livello di maturità cyber.
Ecco un approccio realistico e sostenibile per le PMI:
Analisi gap iniziale (NIS2 readiness assessment) — mappatura asset, processi, ruoli, fornitori.
Roadmap prioritaria: distinguere tra "quick win" (es. politiche base, backup, gestione accessi) e interventi strutturali.
Integrazione con standard esistenti: se usi già framework come ISO/IEC 27001, GDPR, DORA — servono spesso come base solida e dimostrabile per compliance.
Supporto esterno con vCISO o servizio gestito — per molte PMI, avere un vCISO significa poter garantire competenza, costanza e governance senza dover assumere un CISO interno.
Per una PMI che non può permettersi un CISO a tempo pieno, un vCISO rappresenta la scelta più efficace: parla il linguaggio del board, media fra aspetti tecnici e strategici, guida l'intero progetto di compliance.
Risultati concreti: con un approccio guidato, le aziende ottengono audit superati, riduzione del rischio cyber, minori impatti operativi in caso di incidente.
Chiediti: "Quali sono i punti critici nella nostra azienda rispetto a NIS2?"
Avvia subito una valutazione preliminare di NIS2 readiness — anche solo interna, con IT + management.
Se emerge che rientrate nel perimetro: pianifica una roadmap, includendo formazione, gestione fornitori, piani di incident response.
Non aspettare: la compliance NIS2 non è più un optional — è un fattore di resilienza, fiducia e competitività.
Se vuoi un supporto concreto e strutturato, ISGroup SRL offre un servizio di assessment NIS2, con analisi gap personalizzata, roadmap prioritarie su misura, supporto tecnico e gestionale (vCISO, Vulnerability Management, Incident Response).
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