Introduzione
In un contesto di minacce crescenti — da attacchi zero‑day a campagne ransomware e compromissioni supply‑chain — molte aziende investono in soluzioni di sicurezza informatica. Ma un dato emerge con chiarezza: "abbiamo investito, ma come dimostro che oggi siamo realmente più sicuri?".
Senza un programma misurabile, la cybersecurity resta un costo difficilmente giustificabile, utile solo agli specialisti ma poco comprensibile per il board o gli stakeholder finanziari.
Costruire un programma di cybersecurity misurabile significa trasformare la sicurezza da spesa opaca a investimento strategico — traducendo tecnicalità in rischi, impatti e benefici per il business. Questo è il modo per distinguersi non come semplici fornitori tecnologici, ma come partner strategici.
In questo articolo – guidato da best‑practice 2025, standard internazionali e un approccio business‑oriented – scoprirai come scegliere i giusti KPI, allinearli con la governance, presentare un cruscotto efficace e dimostrare risultati concreti.
Perché misurare la cybersecurity
Il problema: "abbiamo investito, ma non sappiamo se siamo più sicuri"
Molte iniziative rimangono a livello operativo: acquisto di firewall, antivirus, tool di scansione, ma senza evidenze di miglioramento reale.
Senza metriche chiare, non è possibile sapere se la superficie di attacco è diminuita, se i tempi di risposta sono migliorati, o se il rischio di breach è effettivamente calato.
Il rischio: budget tagliati, percezione di cybersecurity come costo "di contorno", scarso supporto del top management.
Necessità di parlare la lingua del board
Il board e il top management non leggono log o alert, ma guardano ROI, riduzione del rischio, continuità operativa, reputazione, compliance normativa.
Un report tecnico non basta: servono dati strutturati, confrontabili nel tempo e traducibili in impatto economico o in mitigazione del rischio concreto.
Collegamento con audit, compliance e regolamentazioni
Norme come ISO/IEC 27001, NIS2, DORA, regolamenti GDPR, PCI-DSS, e linee guida per la sicurezza cloud richiedono evidenze di controllo e miglioramento continuo.
Un programma misurabile facilita audit, evidenzia lo stato della compliance, e dimostra la maturità del sistema di gestione della sicurezza.
Tipologie di metriche e KPI – teoria e classificazione
Un programma efficace combina diverse tipologie di metriche: non solo tecniche, ma anche di rischio, processo e outcome. Diverse categorie contribuiscono a una visione completa.
Metriche di rischio
- Rischio residuo (after‑controls): stima del rischio che resta dopo aver applicato misure di sicurezza
- Rischio per area (es. rischio su asset critici, su supply chain, su terze parti)
- Likelihood e potenziale impatto finanziario di scenari di attacco (data breach, ransomware, downtime)
Metriche di processo
- Mean Time to Detect (MTTD): tempo medio per rilevare un incidente o un'anomalia
- Mean Time to Remediate / Mean Time to Resolve (MTTR): tempo medio per risolvere una vulnerabilità o un incidente dopo la sua identificazione
- Patch cadence / patch compliance: percentuale di patch critiche applicate entro un certo intervallo
- Numero di vulnerabilità aperte / numero di asset non inventariati / copertura inventario asset & software
Metriche di outcome (risultati)
- Numero di incidenti rilevati vs incidenti non rilevati (o endpoint compromessi)
- Riduzione del tempo di downtime / impatto operativo evitato
- Riduzione del "tempo medio tra incidenti" (MTBI / MTBF) — più tempo intercorre tra incidenti, migliore è il controllo
- Security rating complessivo: punteggio che sintetizza la postura di sicurezza dell'organizzazione (interno o tramite tool esterni come vendor rating)
KPI fondamentali per una PMI
Per molte PMI, un cruscotto con decine di metriche tecniche è sovradimensionato. È meglio partire da pochi KPI chiave, ma selezionati con cura. Per esempio:
- % di asset critici mappati / inventariati — per sapere cosa si sta proteggendo
- % di vulnerabilità critiche risolte entro X giorni (es. 30 giorni) — misura reattività e disciplina nella remediation
- Numero di incidenti rilevati e gestiti vs numero di potenziali incidenti non rilevati — per capire quanto la difesa è efficace
- % di personale formato e testato (awareness, simulazioni phishing) — per valutare la resilienza umana
- Conformità a policy e procedure chiave (patch, aggiornamenti, backup, access management)
Come costruire un cruscotto semplice per la direzione
Un dashboard efficace per il board deve essere:
- Chiaro: poche metriche, immediate da interpretare
- Orientato al business: mostra trend temporali (ultimi trimestre/anno), evidenzia variazioni significative
- Azionabile: ogni KPI deve suggerire una decisione concreta (più budget, investimento su awareness, cambio di vendor, aggiornamenti prioritari)
Linee guida pratiche
- Una pagina unica (o slide) con 4–6 indicatori chiave per il board
- Visualizzazione trend (es. andamento degli ultimi 4–8 trimestri) per mostrare progresso o regressione
- Ogni KPI accompagnato da commento / insight: "Cosa significa questo valore per il business", "Quale decisione suggeriamo"
- Se serve, appendice tecnica (per team SOC/IT) con metriche operative dettagliate
Errori da evitare nella misurazione
- Sovraccaricare con numeri tecnici: alert, log, eventi, informazioni volumetriche — confondono, non convincono
- Scollegare i KPI dalle priorità aziendali: metriche a vuoto non supportano decisioni strategiche
- Misurare solo ciò che è facile da ottenere (es. numero di antivirus installati), ma non ciò che ha valore (rischio residuo, efficienza risposta incidenti, copertura realistica del perimetro)
- Ignorare il contesto di compliance e regolamentazione: senza allineamento a standard o normative, il report perde di legittimità
Il ruolo di un provider gestito
Un partner esperto come ISGroup porta un valore aggiunto fondamentale nella realizzazione di un programma di cybersecurity misurabile:
- Offre report standardizzati e pronti per board e audit, già allineati con framework come NIST, ISO/IEC 27001, DORA, NIS2
- Assicura continuità nella raccolta dati, remediation rapida, vulnerability management – riducendo il rischio residuo e aumentando la visibilità
- Traduce i dati tecnici in insight strategici e decisioni di business: non solo "abbiamo patchato X vulnerabilità", ma "abbiamo ridotto del Y% il rischio stimato di breach critici"
- Fornisce supporto su compliance normativa e governance, rendendo la cybersecurity un asset di fiducia per il board e gli stakeholder
Esempio di executive summary per il board
Executive Summary – Dashboard Cybersecurity Q4 2025
Obiettivo: dimostrare l'evoluzione del rischio cyber e giustificare il budget 2026.
KPI chiave
- Asset critici mappati: 92% (vs 75% Q1)
- Vulnerabilità critiche risolte entro 30 giorni: 88% (vs 60% Q1)
- MTTD medio incidenti: 3,5h (vs 12h Q1)
- MTTR medio: 18h (vs 48h Q1)
- Phishing test – click rate: 2,1% (vs 7,8% Q1)
- Compliance patching: 95% sistemi critici aggiornati
Risultato: grazie agli interventi di patching, awareness e monitoring continuo, abbiamo ridotto del 70% il rischio stimato di breach gravi per il 2026. In parallelo, il tempo medio di rilevamento e remediation si è ridotto di 4×, abbassando in modo significativo l'impatto operativo potenziale.
Raccomandazione per il 2026: incrementare il budget SOC e formazione del personale per consolidare miglioramenti e coprire il restante 8% di asset non mappati.
Template di KPI minimi per iniziare
Per le PMI che vogliono iniziare con un approccio strutturato ma sostenibile:
- % asset critici mappati: copertura asset / superficie di attacco (frequenza mensile)
- % vulnerabilità critiche risolte entro X giorni: reattività patch / remediation (frequenza trimestrale)
- MTTD medio: velocità di rilevamento incidenti (frequenza mensile/trimestrale)
- MTTR medio: tempo di remediation incidenti / vulnerabilità (frequenza mensile/trimestrale)
- % personale formato + phishing test click‑rate: resilienza umana, awareness (frequenza semestrale/annuale)
- % compliance patching su sistemi critici: stato patching complessivo (frequenza mensile)
Conclusione
Un programma di cybersecurity senza metriche solide è come un sistema di allarme senza conteggio delle intrusioni: può dare messaggi, ma non prova che abbia protetto davvero qualcosa.
Se vuoi trasformare la sicurezza da costo opaco a pilastro strategico, con misurazioni chiare, rendicontazione per il board e tracciabilità nel tempo — contatta oggi ISGroup. Possiamo aiutarti a scegliere i KPI giusti, costruire un dashboard efficace e dimostrare risultati reali.
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